Che cos’è la storia? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so, eppure posso affermare con sicurezza di sapere che se nulla passasse non esisterebbe un passato, se nulla sopraggiungesse non esisterebbe un futuro; se nulla esistesse non esisterebbe un presente, sicchè, par di poter dire più semplicemente, che la storia è la cornice , lo spazio-tempo in cui si svolge fin dalle origini la vita sulla terra, in tutte le sue forme. E’ anche una delle prime domande impegnative che i figli piccoli rivolgono ai genitori, e che ritorna, spesso senza risposta, al termine degli studi, e in moltissimi casi in età adulta. La storia è soprattutto racconto del passato in maniera vera con linguaggio comprensibile, e senza sovrastrutture fuorvianti. Tale è essenzialmente il motivo per cui l’autore ha sviluppato in tredici scorrevoli capitoli la nascita, le tappe, il divenire, i caratteri della storia, prima di affrontare l’importanza del metodo quasi come mestiere per la sua conoscenza e degli strumenti per la sua interpretazione, per poi spiegare gli interessanti aspetti della storia locale, della sua ricerca e delle diverse modalità dell’insegnamento scolastico. Il caso, le cause alla base dell’insorgenza di fatti di valore storico, la relazione strettissima della storia con la letteratura, con la filosofia, con la scienza , con la sociologia, con la politica, con l’economia, con la demografia, con il giornalismo e con gli altri saperi, dicono che tutto è storia. Di uomini in carne ed ossa, come diceva Marc Bloch, alla ricerca continua di primato e di potere, ma pure di rimedi e di perpetuo riequilibrio a fini di giustizia storica nel difficile ed entusiasmante cammino della civiltà.