Le masserie di cerignola tra passato e presente

Gli Ospiti della Fiera del Libro Cerignola

| APS Oltre Babele

Sinossi

La storia delle masserie è la storia delle origini dei raggruppamenti e degli insediamenti umani nel nostro territorio e in tutto il Mezzogiorno d’Italia. Prima che aziende o infrastrutture agricole, le masserie rappresentarono, infatti, la prima forma di stanzialità in un diffuso contesto di nomadismo contadino. Durante il plurisecolare fenomeno della transumanza, esse si identificavano con le poste delle pecore, che a loro volta facevano capo territorialmente ad una particolare organizzazione distrettuale del genere agro-pastorale, chiamata Locatione. Con tale disegno agrario, censuario e amministrativo fu istituito da Alfonso e Ferrante d’Aragona nel XV secolo Il Tavoliere delle Puglie, con connessi Dogana delle Pecore e Tribunale, rimasti in funzione sino alla fine del feudalesimo nel 1806. Successivamente, le masserie hanno assecondato, se non anticipato, l’evoluzione dell’attività agricola divenendo strutture funzionali all’economia cerealicola per poi accogliervi stabilimenti enologici ed oleari in conseguenza della profonda trasformazione agronomica intervenuta a cavallo degli ultimi due secoli. Ancora dopo, la dislocazione delle masserie sull’agro ha orientato, a Cerignola come altrove, l’ordito rurale entro il quale le due riforme fondiarie del XIX secolo intendevano annidare la piccola proprietà contadina, con la finalità di crearvi una nuova classe sociale ed economica. La rinnovata attualità delle masserie, convertite in luoghi ameni, di ritrovo collettivo, di approdo turistico come di spazi per occasioni didattiche, testimonia della loro fungibilità e consentaneità al territorio di appartenenza in una continua diacronia dell’insediamento rurale, del modello aziendale, del rapporto simbiotico, in definitiva, fra campagna e città.

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